Olivia Monteforte: scarpe su misura della personalità

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A 34 anni unisce filosofia con l’artigianalità e crea scarpe uniche, su misura, che rispecchiano la personalità di chi le indosserà così come il suo logo rispecchia la sua storia, unica come le sue scarpe. lanciata grazie ai social, ma anche grazie al suo approccio culturale, è oggi un punto di riferimento del mondo dell’alto calzaturiero. Ecco a voi una bella storia tutta made in Italy: Olivia Monteforte.


Questa è una storia di artigianalità, filosofia e determinazione (femminile). Filosofa applicata, direi.

olivia monteforte con macchina da cucire
Credits: LUCA SILIQUINI

Si dice che la madre di Socrate, Fenarete, fosse una levatrice, ovvero un’ostetrica come diremmo oggi, e che il figlio si sarebbe ispirato a lei per la sua maieutica, un metodo che il filosofo usava per far “partorire” la verità al suo interlocutore. Bene, Olivia Monteforte fa esattamente lo stesso, ma per le scarpe.

 

Olivia Monteforte scarpe verdi

In una sorta di caffé filosofico aiuta il cliente capire che tipo di scarpe desidera. Non ci sono cataloghi, né modelli, solo qualche prototipo di prova: tutto è lasciato alla capacità di Olivia di carpire i tratti del committente, partendo da un’emozione.

Olivia Monteforte scarpa azzurra

Pian piano, Olivia delinea la scarpa, realizza dei bozzetti, discute con il cliente sul materiale (con un’attenzione maniacale sulla scelta ed alla qualità), sulla suola e sul modello. Poi vengono le prove: la forma è sempre personalizzata e porta il nome di chi le indossa.

olivia monteforte mentre leviga una scarpa
Credits: LUCA SILIQUINI

Come mi ha spiegato Olivia, “Ogni scarpa è unica: oggetto d’uso che diviene oggetto d’arte nel momento in cui viene indossato e contestualizzato” e così nascono delle calzature belle ed uniche in tutti i sensi perché raccontano la storia di chi le indossa e di chi le ha realizzate, con la suola sempre azzurra.

Olivia Monteforte tomaie

Ho avuto la fortuna di essere stata educata al “tutto è possibile” e per questo non ho mai posto limiti all’inseguimento dei miei desideri e del mio sentire ed è così che sono diventata artigiana designer di calzature fatte a mano.

Difatti, durante i suoi studi in filosofia ad Urbino, l’illuminazione ed Olivia capisce che il suo futuro sarebbe stato l’artigianato. Inizia quindi a frequentare la bottega di un artigiano della pelle a Pesaro e comprende che quello stile di vita, quegli odori, quella manualità, quella creatività fanno per lei.

Olivia Monteforte scarpa nera

Inizia a lavorare in Toscana per un’azienda del settore come responsabile di campionario ma è quando torna nella sua Pesaro, anche grazie ad un artigiano delle scarpe toscano che le apre le porte della sua bottega e dei suoi segreti, che la sua avventura veramente prende il via:

Per più di un anno, finito l’orario di lavoro, iniziavo a lavorare per me. Ero così entusiasta e realizzata che non sentivo la stanchezza: avevo finalmente il mio laboratorio dove potevo iniziare ad esprimere me stessa e io lo facevo creando scarpe.

 

Olivia Monteforte boots

E così oggi Olivia, da poco anche mamma, è una centratadisordinatafelice (come si definisce) artigiana e designer di scarpe, che realizza scarpe su misura, seguendo un’artigianalità ricercataprecisafilosofica, artigianalità che per lei significa: “Un insieme di soggettività, di unicità e punti di vista“.

Scarpa orizzontale Olivia Monteforte dettaglio azzurro

 

Olivia, dalla filosofia alla manualità della creazione artigianale di scarpe: un salto nel vuoto oppure una naturale prosecuzione?

Una naturale prosecuzione. Filosofia e artigianato sono due componenti fondamentali del mio modo di vedere il mondo e sono inevitabilmente intrecciati tra loro. Questo emerge in primis dal mio concetto di “su misura” che ha alla base la cura di sé e dell’altro e la loro interpretazione. Oltre a rispettare i volumi del piede e desideri stilistici, mi propongo di creare una scarpa che rappresenti la personalità di chi dovrà indossarla. La progettazione parte sempre dalla persona e in stretta collaborazione.

Olivia Monteforte mani
Credits: LUCA SILIQUINI

Siamo abituati a scegliere attingendo da scelte altrui, uniformandoci tralasciando in parte la nostra identità. Con il mio approccio al lavoro sto cercando di cambiare questa traiettoria facendo partire la scelta da se stessi.

Il tuo logo racconta una storia: quale?

Sula nebouxii, ossia “sula dai piedi azzurri”. Erano mesi che cercavo di definire il mio logo; poi un giorno, mentre studiavo gli abbinamenti di colore delle piume per un accessorio, mi sono scontrata con questo animale.

logo Olivia Monteforte

Un uccello particolarissimo dalle zampe azzurre che sfoggia in una danza durante il corteggiamento: era lui, finalmente l’avevo trovato. Rappresenta appieno il mio concetto di su misura legato all’espressione di sé concentrata sull’apice inferiore del nostro corpo. Ogni mia creazione è unica e personalizzata sulla base della personalità del cliente, ma ognuna ha una punta d’azzurro e necessariamente tutte le suole hanno questo colore.

Una scarpa su misura va ben oltre la perfezione nella fattura e nella forma o nelle dimensioni: cosa è possibile imparare dai gusti di una persona in merito alle scarpe?

Penso sempre che gli inglesi per dire: “Se fossi in te” usano l’espressione If I were in your shoes: in questo modo di dire si cela tutto un mondo e rappresenta in pieno quello che le scarpe possono dire di noi, ossia, in qualche modo, chi siamo!

Olivia Monteforte mentre costruisce con i chiodi
Credits: LUCA SILIQUINI

Una scarpa ha un corpo, una tomaia che mostra ciò che vogliamo far vedere agli altri e una mente, un’anima, la sua costruzione e il suo essere fatta per uno scopo e/o per un bisogno. Come per ogni persona, anche le scarpe mostrano solo una parte di sé, molto spesso legato al ruolo sociale…infatti si riesce “ad essere nell’altro” solo se si è dentro le sue scarpe!

attrezzatura e creatività di Olivia Monteforte
Credits: LUCA SILIQUINI

Con il mio lavoro cerco di portare parte di quello che c’è dentro la scarpa anche fuori, eseguendo, come ti dicevo, una vera e propria traduzione dell’essere in scarpe e tutto ciò nasce dal saper ascoltare intuiti e sensazioni difficilmente descrivibili in termini generali.

Cosa ti emoziona di più del tuo lavoro?

La trasformazione della materia: quando inizio ho solo una sensazione che prende corpo mentre lavoro. La bellezza del mio lavoro è che curo tutto dall’inizio alla fine e posso permettermi il lusso di apportare modifiche e migliorie in corso d’opera. Così nasce il mio essere designer in modo fluido e in divenire, supportato ovviamente dalla parte artigiana che concretizza le intuizioni.

Olivia Monteforte macchina da cucire
Credits: LUCA SILIQUINI

Artigiani e digital: tu sicuramente sei un’artigiana digitale ante litteram, dato che hai iniziato proprio con i social. Qualche commento?

Ho scoperto di esserlo quando gli altri mi hanno definita così. Per me usare i social significava avere una vetrina sul mondo che, fino a qualche anno fa, era impensabile per una start up. Inizialmente ero un po’ diffidente, mi sembrava di snaturare l’artigianalità: questa diffidenza mi ha portato a riflettere tantissimo sul come il “fatto a mano” si potesse raccontare attraverso l’impalpabile mondo di internet.

 

Tutto gira intorno alla capacità di essere veri e di raccontare storie attraverso le immagini, bisogna riuscire a trasmettere con i propri profili social la stessa sensazione che gli altri hanno di te quando ti incontrano per strada.

Il binomio artigiano social è ricco di antinomie, è un mondo concreto in aere. Sono concetti opposti che si compensano e intrecciano, ma penso che sia solo l’inizio di un nuovo modo di fare artigianato, che nella sua evoluzione diverrà qualcosa di diverso.

Che rapporto c’è, a tuo avviso, tra giovani, artigianalità e manualità? Qualche consiglio?

Non sono brava a dare consigli generici, però posso sicuramente dirti i temi delle mie tesi: per la triennale era “Alice nel Paese delle Meraviglie: un percorso ad ostacoli alla ricerca del Sé”; per la magistrale era: “Filosofia e medicina: uno studio per cogliere il ruolo del paziente nella cura”.

Olivia Monteforte screeshot
screenshot tratto dal video di DAVIDE VANNUCCI

Progetti per il futuro?

Il 10 giugno inauguro il mio atelier laboratorio! Ho creato un openspace in cui non ci sono confini tra il laboratorio, la parte espositiva e il salottino; da ogni angolo si possono vedere i macchinari e osservare il lavoro. Ho voluto presentare la concretezza del digitale, mostrare fisicamente il mio profilo Facebook o Instagram e la loro verità; far vedere cosa si cela prima e dopo lo scatto. Voglio mostrare cosa nasce dalle sinergie con altri artigiani (che spesso conosci sul web) e dare importanza al processo che è il protagonista di un lavoro di ricercatezza, precisione, amore e passione come il mio. Ho strutturato lo spazio in modo che la vetrina sia dentro e non solo fuori…come Alice nel Paese delle Meraviglie, dobbiamo entrare nello specchio per conoscere e vivere una nuova realtà.

Chi l’ha detto, quindi, che la filosofia è solo teoria? COn olivia monteforte, foucault va a braccetto con una macchina da cucire, l’eleganza si tinge di azzurro, lo stile unico è declinato con i social e le scarpe rivelano la personalità in un rendez vous tra l’artigiana/designer ed il committente, perché: “L’incontro di due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche; se c’è una qualche reazione, entrambi ne vengono trasformati” (Carl Gustav Jung).