Pitti Uomo 92: stile tra sperimentazione ed artigianalità

In accessori, borse, cravatta, design, gioielleria, knitwear, lifestyle, moda, mostre, museo, occhiali, ombrelli, papillon, Pitti, sartoria, scarpe, seta

La Fortezza da Basso di Firenze diventa un grande microcosmo dove l’eleganza maschile prende corpo. Più di 30.000 visitatori per quest’ultima edizione di Pitti Uomo. Tra grandi conferme e nuove scoperte, sono andate in scena idee per reinventare lo stile maschile. Abbiamo selezionato per voi alcune delle proposte più convincenti di questa novantaduesima edizione fra ricerca, sperimentazione, tecnologia ma anche rivisitazioni artigianali e contaminazioni del made in Italy con l’estero.


 

Boom, Pitti Blooms: questo è stato il tema cardine dell’edizione numero 92 che ha proposto come protagonisti giganti fiori ed i colori che disegnavano ogni angolo della Fortezza con la loro energia vitale, un concept ideato da Sergio Colantuoni e che ha incorniciato la campagna pubblicitaria del salone prodotta da Art + Vibes.

Pitti Immagine Uomo 92 scala del Padiglione Centrale

Pitti Immagine Uomo ha visto una nuova geografia, una migliorata disposizione e nuove location per molti padiglioni delle diverse sezioni, ognuna un modo peculiare di concepire lo stile maschile.

Pitti Immagine Uomo 92 generica 3


Pitti fuori le mura della Fortezza da Basso

Pitti significa innanzitutto Firenze, che è stata popolata da eventi e manifestazioni che hanno portato il mood dell’edizione fuori dalle mura della Fortezza da Basso e tra le strade della città medicea. Tra questi, l’apertura del Pitti Uomo del 12 giugno nella meravigliosa cornice di Palazzo Pitti che ha ospitato, il giorno seguente, l’inaugurazione de “Il Museo Effimero della Moda“, una mostra prodotta dalla Fondazione Pitti Immagine Discovery, dalle Gallerie degli Uffizi e da Palais Galliera – il museo della moda di Parigi. Sicuramente uno degli eventi che ha letteralmente invaso Firenze è stato lo special event di Christian Laboutin, per la prima volta al Pitti e che ha trasformato Piazza Santa Maria Novella in un campo di bike polo, composizione amichevole tra diverse squadre internazionali, testimonial d’eccezione per le nuove sneakers Aurelien.


Ispirazioni

Se questo e molto altro accadeva fuori dalla Fortezza, compreso il fashion show del Polimoda nell’incantevole sede di Villa Favard sul tema “Tell Me About You“, tra le solide mura della Fortezza è stata messa in scena l’eleganza maschile in tutte le sue declinazioni: classico, contemporaneo, sportivo, bohémien, irriverente, tecnologico, estivo, colorato, sobrio, urbano, accessoriato, business, colto, divertente. L’Uomo Pitti è un camaleonte che ha solo l’imbarazzo della scelta. In una cittadina nella città, grandi conferme ma anche molte scoperte: incursioni made in Italy e suggestioni internazionali per arricchire il guardaroba estivo si sono alternate a proposte di sicuro successo. Tanti colori ma anche molto made in Italy, una sana e spiccata ossessione per la cura artigianale per molti brand italiani al fianco di proposte talvolta impertinenti, ma molto spiritose.


Queste alcune impressioni quando si sfila tra gli espositori di quest’irrinunciabile kermesse dell’eleganza maschile. e queste sono le proposte che mi hanno affascinato maggiormente.

Partiamo dalle basi: il culto del bello e la cultura del tessuto grazie a vitale barberis canonico

Barberis Vitale Canonico

Già, partiamo dalle basi: il tessuto. E lo facciamo con la punta di diamante del mondo dei lanifici. Dalla roccaforte di Prativero, sulle Prealpi biellesi, Vitale Barberis Canonico è protagonista assoluto della produzione tessile, ovvero di tessuti che poi sono forgiati dalle sartorie più blasonate in Italia e nel mondo.

Archivio Vitale Barberis Canonico

Il primo documento legato all’attività laniera della famiglia è datato 1663; nell’archivio storico di Trivero (che conta 2.500 volumi e 25.000 schede di stile) è possibile ripercorrere una storia che scorre sul filo di lana della tradizione e della innovazione, rendendo Vitale Barberis Canonico probabilmente il lanificio più antico del mondo, con oltre 350 anni di storia.

Parte interna di un volume Vitale Barberis Canonico

L’azienda, che nel 2013 è entrata a far parte di “Les Hénokiens” (come Amarelli, di cui abbiamo già parlato qui), produce interamente in Italia, con un’esportazione che supera l’80%: si tratta dunque di una vera e propria ambasciatrice dell’eccellenza italiana, divenendo l’azienda tessile più diffusa al mondo senza trascurare il suo continuo impegno nell’eleganza, nell’innovazione ma anche nei riguardi della tutela dell’ambiente, dei consumatori e dei dipendenti.

Barberis Vitale Canonico al Pitti Immagine Uomo 92

Perseguendo la filosofia del “Classic with a twist“, questa realtà tutta familiare, giunta alla tredicesima generazione, gioca con le sue linee Classica”, “Orient Express”,Vintage” e Earth, Wind and Fire” e si snoda in un caleidoscopio di attività e di progetti speciali, come il Wool Excellence Award, un premio nato nel dicembre 2014 che promuove la qualità della materia prima ottenuta con pratiche sostenibili ed il Wool Excellence Club, un network di eccellenza nel settore.

Barberis Vitale Canonico claim stand Pitti

Eppure, in questo ventaglio di novità, il segreto del continuo apprezzamento del magico mondo di Vitale Barberis Canonico, risiede sempre nel continuo ancoraggio alle tradizioni ed al suo heritage, che crea una base solida dalla quale partire per continuare l’avventura.

Barberis Vitale Canonico 21 micron presentato in occasione del Pitti

Così, a Pitti Uomo 92 è andata in scena, nell’esclusiva Polveriera di Fortezza da Basso: “1663: Fabric Tales“, una mise-en-scène della storia e della evoluzione dei tessuti dell’azienda sino ad oggi, dedicata al passato, al presente ed al futuro della creatività del made in Italy, per poi giungere alla collezione di tessuti nella speciale lana 21 micron.

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Atmosfera colta, pacata, nella quale tre grandi libri attraggono l’occhio del visitatore con il loro fascino centripeto e con la loro storia che vogliono raccontare. Una narrazione coinvolgente, tutt’altro che retorica o stantia, bensì un’esperienza mutlisensoriale nella quale il visitatore è immerso e catapultato  mentre, au déhors, davanti alla Polveriera, laVBC band diffonde note che svegliano dal torpore del caldo di giugno. All’interno della istallazione, l’archivio dell’azienda è consultabile al visitatore digitalmente, per ripercorrere la storia del costume e dell’eleganza maschile. Come in un palcoscenico, ecco che si accendono i riflettori su tre grandi volumi originali: 1846, 1930 e 1970, tre milestone raccontate da tre testimonial d’eccezione, icone di stile che indossavano tessuti Vitale Baberis Canonico, ovvero Lord Charles Gordon Lennox, Edoardo VIII (il Duca di Windsor) e Gianni Angelli, illustrati dal tratto sartoriale e riconoscibilissimo di Rodrigo Saldaña. Imbevuto di fascino da questa esperienza, il visitatore è poi tradotto nell’area “Experience” per scoprire e toccare con mano la speciale Lana 21 Micron: dal passato al futuro del tessile in un passo. In controtendenza con l’esasperazione del sottile, Vitale Barberis Canonico propone una lana volutamente non sottile, nervosa e con straordinarie prestazioni, garantendo confort e lusso, responsabilità e stile, resilienza e versatilità. In quest’area, il visitatore, assieme ai designer Vitale Barberis Canonico, ha la possibilità di effettuare un Fabric Tasting e di creare il proprio dress code combinando tessuti e colori, per poi divertirsi a condividere le proprie foto sui social e di sperimentare il nuovo sito dell’azienda che ha debuttato proprio in questa occasione.

Barberis Vitale Canonico fotobooth in occasione del Pitti 92

Così, pendolando tra passato e futuro, Vitale Barberis Canonico continua ad innovare con garbo, savoir faire, eleganza e creatività, portando avanti la tradizione e raccontando, con brio e con un’esperienza immersiva, la cultura del bello e del made in Italy: più di un’esposizione, Vitale Barberis Canonico ha trasformato la Polveriera in un’isola di buon gusto. Bravi!


Il dolce di ogni outfit: gli accessori.

Irresistibili sono le creazioni di Passagrilli: la loro linea Classe 1928 raggruppa cappelli, panama, coppole, tutte realizzate a mano dal cuore dell’Italia: le Marche ed il distretto marchigiano del cappello. Dalla creatività di Loredana Passagrilli nasce una collezione leggera, estiva e variegata: dal classico panama a coppole dipinte a mano o con stampe ad acqua, che non trascurano nessun dettaglio, dalla canapa lavorata a mano ai particolari artigianali più minuziosi.

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Con Paolo Da Ponte entriamo in un mondo fatto di colori: il loro è un total look dell’accessorio, un mondo composto di cravatte, pochette, gilet, scarpe, cinture, bretelle, gemelli, papillon (anche in porcellana o in sughero), tutto realizzato artigianalmente, con la forza della tradizione di un’azienda giunta, dal 1923, alla sua terza generazione.

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Raffinatezza e fantasia per le sciarpe di Faliero Sarti, un’azienda che nasce nel 1941 come lanificio e che dal 1991 si è focalizzata sulla produzione di sciarpe, tutte rigorosamente made in Italy. Il mondo Sarti è fatto di ricercatezza estetica e permette, con ogni suo accessorio, di modificare, arricchire, smorzare e rendere ancora più unico qualsiasi outfit. Basta seguire la fantasia ed indossare una delle loro meravigliose creazioni per non passare inosservati.

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Un piacevolissimo rincontro con Pasotti (di cui abbiamo già parlato qui) che dà la possibilità ad ogni gentlemen di non rinunciare ad un tocco di lussuosa originalità. Ombrelli, calzari e bastoni, così famosi e ricercatissimi dalle star e dai fashion blogger di tutto il mondo e che fanno capo ad un’azienda artigianale mantovana, giunta ormai alla terza generazione. Un ombrello o un bastone Pasotti è davvero indispensabile per dare quel tocco in più al proprio stile. Quali novità presentate in quest’ultima edizione di Pitti? Fedeli al loro stile, la collezione si è arricchita di new entries, come il preziosissimo giullare che anticipa il mood estivo 2018.

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Ma il comparto accessori regala anche inattese novità internazionali. Sciarpe made in Italy anche per il brand newyorkese Title of Work, una fusione di accessori in puro stile americano, realizzati a mano nella Grande Mela, presenti nella sezione Make.

Title of Work al Pitti

Nella Sala della Ronda, che ospita questo padiglione Make dedicato all’artigianalità, è presente anche il progetto UNSCENT Glove Lovers di Intertrade Group che fonde alcune delle fragranze di Avery Perfume Gallery con i guanti della celebre glove couturier ed artista dei guanti Thomasine Barnekow: un’idea internazionale profondamente radicata in Italia. Intertrade Group, la piattaforma dedicata alla profumeria di ricerca, si unisce così con le creazioni oniriche e stilistiche di Thomasine Barnekow, svedese di origini e parigina di adozione, nota per la sua caparbietà di riprendere ed innovare stilisticamente l’idea di guanto, ai confini tra arte contemporanea e moda. Al Pitti hanno presentato l’idea dei guanti profumati, portata alla ribalta, come molte altre cose nella moda, nel Cinquecento da Caterina dei Medici che ricevette, vuole la tradizione, da Gallimard, un conciatore della pelle di Grasse, un paio di guanti profumati per coprire il cattivo odore che probabilmente la pelle di allora poteva avere.

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Restando sempre in tema internazionale ma con un tocco di italianità, si affaccia sulla scena scena il brand svizzero Alvener di Achill Prakash, un giovane pubblicitario che, viaggiando molto, ha deciso di soddisfare da sé il suo bisogno di borse da viaggio e da lavoro di alta qualità. “Alvener”, nome che deriva da una crasi tra i termini latini “bianco” e “nero” come mi spiega, nasce perché non ha compromessi nella qualità e nel design: alta qualità, senza grigi, né sfumature. Progettato a Zurigo, in realtà ogni pezzo Alvener è un viaggio nell’artigianato italiano: le zip sono realizzate da un’azienda familiare di Brescia, le sete sono lombarde e la pelle è toscana, prodotta e conciata in maniera vegetale, così come i colori sono naturali mentre la produzione è artigianale con base a Seregno. Il tutto per un prodotto dall’allure internazionale, sobria, ottima per business men che vogliono distinguersi nello stile fuori dal mainstream con dei prodotti che profumano di qualità.

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Dal nome molto internazionale, in realtà è brand romanissimo: David Marc che nasce dall’incontro tra Davide e Marco. Dal gusto vintage, sono occhiali realizzati a mano in Italia. Il loro mondo è fatto di reinterpretazione e ricerca a partire dalle vecchie montature dell’ottica del padre di Marco per dare il via a collezioni contemporanee e ricercate che riescono a rendere più originale e sicuramente più glam anche l’outfit maschile più canonico.


L’ambasciatore del made in Italy: stefano Ricci e la bellezza di matera

Aquila di Stefano Ricci al Pitti Immagine Uomo 92

Per la collezione Primavera/Estate 2018, l’aquila di Stefano Ricci è volata a Matera, patrimonio Unesco dal 1993 e prossima Capitale Europea della Cultura 2019.

Stefano Ricci cravatte e giacca al Pitti Uomo 92

I sassi di questa città, i suoi ipogei che si incastrano gli uni sugli altri, le grotte e le chiese rupestri, l’imperium della pietra hanno disegnato la creatività e lo stile di questa collezione, che risente dell’atmosfera materana silenziosa, quasi esoterica, sospesa ed immobile eppure brulicante di vita, in un crogiolo di bianchi, rossi delicati, azzurro intenso e toni bruciati, ammantati dall’onnipresente blu Ricci.

Capospalla ricamato Stefano Ricci al Pitti Uomo 92

Impreziosita da questi tocchi cromatici e culturali, la collezione presentata da Stefano Ricci rispecchia l’italianità a trecentosessanta gradi facendo appello ad una città passionale che ha fatto da sfondo a 60 film.

cravatte Stefano Ricci collezione PE 2018 al Pitti 92

Sotto l’egida di questi nove secoli di meraviglia interpretati dalla maison toscana nascono così giacche monopetto a due bottoni o doppiopetto slanciato a sei bottoni, gilet, camicie senza peso, cravatte dai disegni geometrici, scarpe stringate di coccodrillo abbinate a cinture con la fibbia dallo sguardo aquilino.

Stefano Ricci mocassini al Pitti Uomo 92

La collezione è stata anche l’occasione per proporre una linea bambino secondo la giocosa filosofia del mini me.

Borse ed accessori intrecciati Stefano Ricci al Pitti Uomo 92

La creatività si è riversata anche sui pantaloni, più asciutti, jeans, più aderenti, giubbotti di pelle dalla sensazione setosa e sneaker peso piuma.

Stefano Ricci cravatte

Una commistione di materiali di primissima qualità che passano per il patrimonio di craftmanship della Maison e per i telai dell’Antico Setificio Fiorentino, acquisito dall’azienda di Fiesole.

Cappello Stefano Ricci per Pitti Immagine Uomo 92

Il tutto per raggiungere uno stile impeccabile, formale ma, a seconda delle interpretazioni, anche spezzato, in un turbinio di trame e fantasie, colori scuri e chiari che riecheggiano nelle grotte materane. Così continua la grande liaison di Stefano Ricci con dei luoghi estremamente rappresentativi dell’Italia – e dunque del vero fatto a mano.

Stefano Ricci cravatte e giacca al Pitti Uomo 92

Un viaggio nell’Italia marchiato Stefano Ricci, partito dal Castello di Sammezzano, passato per il Vittoriale con tutta l’allure del Vate e per le armature del Museo Stibbert di Firenze, giunto, fino ad ora, a Matera, per raccontare in maniera incisiva il vero made in Italy, che contraddistingue da sempre il coraggioso brand dall’aquila fiorentina.

Stefano Ricci completi blu e neri al Pitti Uomo 92


L’eccellenza delle scarpe: la tradizione contemporanea di fabi

Fabi sneakers artigianali

Tutta la manualità e la tradizione tipicamente marchigiana della fattura calzaturiera fanno da ponte tra le generazioni di maestri della calzatura con Fabi, casa fondata nel 1965 da Elisio Fabi e giunta alla sua seconda generazione.

Fabi scarpe a Pitti Uomo 92

Una storia fatta di artigianalità ed amore per il territorio, come dimostra, ad esempio, la mostra fotografica #RIPARTIDAISIBILLINI a Palazzo Fabi a Roma, dedicata alle zone colpite dal terremoto, durante la quale sono stati presentati prodotti enogastronomici di quelle zone.

Fabi scarpe sfumate

Perché Fabi è un’azienda particolare e non solo per l’impeccabile stile e fattura delle scarpe.

Artigiano Fabi a lavoro per Pitti Uomo 92

Il loro progetto “Fabi – Cose Buone” ha unito il brand a prodotti gastronomici di alta qualità per celebrare, in occasione dell’EXPO, i cinquant’anni dell’azienda che sono stati anche legati ad una innovativa collezione di essenze.

Fabi scarpe nere a Pitti Uomo 92

Una grande sensibilità per le persone permette a Fabi di far tramandare, all’interno dell’azienda, l’arte dello shoemaking.

Ricambio generazione e difesa del savoir faire italiano e degli antichi mestieri, ma anche capacità di raccontare la cultura e la liaison fra territorio ed artigianato per far apprezzare ancor di più ogni singolo prodotto: questo ed altro ancora trova spazio a casa Fabi che, per l’occasione del Pitti, ha voluto simboleggiare questi valori dando dimostrazione dell’abilità e del savoir faire dei propri artigiani, alternando un maestro crafter dalla esperta manualità (il vero segreto dello stile e della qualità Fabi) con un giovane artigiano… tatuatore di scarpe!

Fabi scarpe tatuate


 Tocchi di stile made in Italy: Borsalino e The Bespoke Dudes Eyewear

Certo, siamo sinceri. A volte è difficile rendere più ricercato un outfit mantenendo un’allure elegante se non con alcuni tocchi di stile. Per questo ho selezionato due accessori, uno storico ed una giovane promessa che, una volta indossati, sono capaci di trasformare sensibilmente l’intera mise senza intaccare uno stile sobrio ed elegante.

Borsalino, antica casa italiana fondata nel 1857 apprezzata in tutto il mondo, è capace di portare, con la collezione primavera-estate 2018, una ventata di Dolce Vita felliniana e di Italian lifestyle, mood della stagione presentata al Pitti. Reinterpretando lo stile degli anni Sessanta ed esaltando sempre i dettagli e la manifattura artigianale che sono i protagonisti di questo viaggio nel tempo, la collezione primavera estate gioca con i modelli classici Borsalino in paglia dell’Ecuador, con cinte in caimano con un effetto vintage, bordature geometriche jacquard, tessuti sartoriali e tanti altri dettagli che sdrammatizzano lo stile canonico maschile, anche con modelli baseball, cloche, berretti piatti e sfilati anche in versione a 8 spicchi con bottone e con microtrame in lino e cotone made in Italy per un camouflage cromatico.

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Una promessa del made in Italy per veri amanti del bespoke è The Bespoke Dudes Eyewear, con la garanzia di stile di Fabio Attanasio (di cui abbiamo parlato anche qui), noto connoisseur del buon gusto maschile bespoke che riesce a trasportare l’heritage sartoriale ed il mondo di The Bespoke Dudes in questi occhiali. Così nasce questo brand, co-fondato da Andrea Viganò: produzione artigianale, materiali italiani si fondono in uno stile ricercato, capace di far risplendere e di impreziosire qualsiasi outfilt. Merito e magia delle scelte stilistiche, dei materiali esclusivi e dell’allure dell’handcrafting che pervadono ogni singola creazione.

Forme classiche e immancabili rotondità so chic si alternano, per questa collezione, a maggiori geometrie e tagli più decisi, declinati in un ventaglio di materiali pregiati, dagli acetati all’oro 24 carati, al rodio, tutto profondamente artigianale, fintanto al display degli occhiali, anch’esso artigianale, realizzato in bamboo, per mettere in risalto un’eleganza declinata all’attuale. Non è un caso che la collezione sia popolata da modelli diversi ma complementari, tutti dai nomi legati alla sartoria: la linea Cran, pulita, unisex e disponibile sia in versione sunglasses sia eyewear; i modelli Pleat, che con una clip chicchissima si trasformano da occhiali da vista ad occhiali da sole; Canvas, che reinterpreta la collezione Cran ma con uno stile più deciso e stiloso; Lapel che si distinguono per il loro taglio superiore; Donegal, con una linea sicura e squadrata come l’omonimo tweed; Shetland, ampi e sottili; Vicuña, i più preziosi, come suggerisce il loro nome, sottili e preziosi in oro 24 carati e rodio; Ulster, essenziali, sottili e realizzati in rodio. C’è solo l’imbarazzo della scelta per confezionare il proprio stile.

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un pizzico di aristocrazia divertente e dandyesque con maison marcy: l’homewear da indossare anche fuori casa

Genio di Bruxelles ma stampe comasche: ecco a voi Maison Marcy, un brand belga dedicato a pigiami di lusso che possono essere indossati anche quando si esce fuori di casa. Che voi vogliate essere sempre eleganti anche in casa, che abbiate un aperitivo importante in giardino ma non volete rinunciare alla comodità, che siate un po’ pigri (anche questo è aristocratico!) e non abbiate voglia di cambiarvi per uscire o che abbiate voglia di uno stile un po’ retrò un po’ dandy, Maison Marcy fa sicuramente per voi. Stampe fantasiose e ricercatissime, a volte floreali altre volte optical si alternano in shorts, pantaloni e vestaglie perfette per un dandy in casa e e non solo, un po’ retro. Creazioni così belle da rendere quasi irresistibile l’impulso di indossarle outdoor. Un’idea creativa e surreale (in tutti i sensi) ma proprio per questo indispensabile nell’armadio.

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una vintage regata urbana con z zegna

L’estate 2018 di Z Zegna è un cortocircuito di stimoli che profumano di mare aperto, di regate, di nodi, di onde e delle sensazioni di una regata, che è possibile respirare anche in città. Partendo dalla tradizione che ha visto Zegna, fin dagli anni Ottanta, protagonista di alcune delle più eleganti ed impegnative regate, la nuova collezione Vintage Regata interpreta questo heritage in chiave contemporanea, proponendo uno stile italiano, eclettico, concentrato sull’unione tra tailoring e sportwear, tra formal ed active wear, con un tocco di vintage e di belle époque tipicamente Zegna, senza mai tralasciare quella cura, quei dettagli, quell’estetica profondamente italiana che lega tradizione ad innovazione e ricerca tecnologica, trasferite nei tessuti altamente performanti.

Z Zegna collezione estate 2018 a Pitti Uomo 92

Capi adatti a salpare per le strade cittadine così come in barca, legati dalla volontà di garantire performance e libertà di movimento ma anche stile e ricercatezza. L’immancabile blu navy, patron del mood della collezione, è abbinato ad un nero matte e ad un caleidoscopio di grigi alluminio, bianchi delicati ed a citazioni provenienti dal mondo del mare, come il giallo e l’arancio.

Z Zegna collezione estate 2018 a Pitti Uomo 92

Giochi grafici e texture mischiano con gusto le ispirazioni nautiche ed avventurose, avvolte nel mood lievemente retrò delle regate vintage, che ammanta anche le TECHMERINO (TM) wave sneakers e stivaletti in pelle gommata, composite borse da barca in tessuto tridimensionale da vela, zaini, berretti da marinaio e water-repellent.

Z Zegna collezione estate 2018 a Pitti Uomo 92

Il dinamismo e la libertà di muoversi in barca durante una regata così come per le strade della città sono garantiti dalla nuova collezione TECHMERINO (TM): capi di pura lana merino australiana ottimizzata naturalmente, certificati da The Woolmark Company. Questa innovazione tecnologica viene trasportata anche nel mondo della sartoria con TECHMERINO (TM) WASH & GO, che si compone di capi che sono sartoriali ma che sono anche lavabili in lavatrice e comodi come un outfit casual. Z Zegna ha anche sviluppato una Capsule Collection che prende ispirazione dalla Maserati Multi70 capitanata da Giovanni Soldini, celebre skipper italiano, proponendo outfit disegnati da Zegna per l’equipaggio della Maserati Multi70.

Z Zegna collezione estate 2018 a Pitti Uomo 92


Un resortwear made in Italy: l’irrinunciabile eleganza di Coast Society

Con loro entriamo nel mondo vacanziero della Riviera, lontani dal dramma del gusto spesso opinabile delle mises da spiaggia e villeggianti. Grand hotel, resort, mare cristallino e quell’eleganza a volte difficile da ricreare. Più di un beachwear, Coast Society è un vero e proprio resortwear, capace di declinare la tradizione sartoriale italiana, con i suoi raffinati dettagli ed il suo impeccabile savoir faire, con un mood da Costa Azzurra. Così nascono costumi realizzati a mano, vere produzioni sartoriali in miniatura: pinces, dettagli impeccabili, interni ricercati. Ma il mondo Coast Society è fatto anche di shirts e polo che permettono di essere inappuntabili dalla mattina in spiaggia ad un pranzo nel ristorante di un resort, alla passeggiata su un lungomare all’aperitivo appena attraccati in un esclusivo porticciolo. A completare un outfit so chic anche degli occhiali in bronzo, oro a 24 carati, realizzati in collaborazione con The Bespoke Eyewear con il quale condividono il buon gusto. Ma Coast Society cura ogni angolo del mondo beach, addirittura gli sci d’acqua, nella loro tinta blu navy.

Dal respiro monegasco ma italianissima nello stile e nella fattura, la nuova collezione presentata, P/E 2018, è intitolata “Preppy Riviera”, in quanto fonde lo stile preppy, dell’aristocrazia ed alta borghesia inglese, con i colori e la grazia delle coste italiane e non solo. Nasce così una collezione dagli immancabili tagli sartoriali, dove l’ortodossia bespoke è più rilassata e morbida, impreziosita da fantasie geometriche, vagamente optical e caleidoscopiche per alcuni modelli, fuse con le ispirazioni mediterranee che guidano il mood board dei colori, ovvero il rosso di Siviglia, il giallo di Napoli, l’arancio provenzale che profumano la collezione con le atmosfere della macchia mediterranea, contaminando anche le altre proposte della collezione: un nuovo modello sport che si affianca al classico costume da bagno Coast Society dalla chiusura con zip e bottoni soft touch, una capsule collection di loungewear, ma anche bermuda, polo dal collo classico o a scialle in piquet fiammato, camicie puramente preppy. Il tutto per garantire uno stile unico ed impeccabile sotto il sole della Riviera.

Coast Society al Pitti Immagine Uomo 92


Vestire (con classe) l’innovazione: traiano ed il formal activewear

Sembrano dei bei completi, dal taglio irreprensibile, dalla fattura italiana, dallo stile contemporaneo e ricercato. In realtà sono molto di più. Le creazioni Traiano sono un simposio di stile e tecnologia.

Traiano completo giacca e camicia al Pitti Immagine Uomo 92

Nato dall’expertise nella creazione di tessuti tecnici del gruppo Carvico, Traiano nasce dall’idea di Filippo Cornaghi e di Francesco Fumagalli. Il primo viaggiava spesso tra l’Italia e New York ed aveva la necessità di suits eleganti ma anche comode e pratiche. Da qui l’idea: utilizzare tessuti ad alta tecnologia per creare abiti wrinkle free, traspiranti e che, grazie alla memoria elastica, si auto-stirassero e che potessero essere lavati tranquillamente in lavatrice.

Tecnologia Traiano al Pitti Uomo 92

Il sogno di ogni uomo (e di ogni donna, probabilmente). Così, con Traiano, è possibile essere sempre perfetti, anche in viaggio, e non più schiavi delle lavanderie. Ma non è finita qui. Traiano, eccellenza made in Italy con alle spalle la forza e l’esperienza di uno dei principali gruppi della Lomellina nel settore dei tessuti, propone anche uno stile innovativo come i suoi tessuti.

Traiano al Pitti Uomo 92

La collezione presentata al Pitti, la quarta, racconta un viaggio in nord-Africa a bordo di una jeep: colori terrosi, il camouflage e fantasie che si ispirano ad una prospettiva a volo d’uccello sul paesaggio africano con molte incursioni dell’arancio accostate al grigio, lasciano a volte il passo al blu ed al cachi. E grazie alla stampa tridimensionale è possibile riprodurre la tridimensionalità della fibra. Insomma, un’idea eccellente, un ottimo gusto estetico unito ad una innovativa tecnologia per creare capi formalwear indoor ed anche outdoor per essere dinamici, innovativi e smart senza rinunciare allo stile.Traiano dettagli Pitti Immagine Uomo 2018


un classic urban per pal zileri

La città ed i suoi colori sono al centro della collezione presentata da Pal Zileri.

Lo spazio urbano e le vibrazioni metropolitane irrompono nel formal wear sdrammatizzandolo, restando però sempre fedeli all’altissima qualità ed allo stile del brand.

Pal Zileri Lab al Pitti Uomo 92

Una collezione dalle linee essenziali e dal concept sperimentale declinata in tre capi cardine per questa collezione: il trench, la giacca ed il bomber estivo.

La palette di colori varia da tocchi di blu al bianco brillante a molte sfumature del grigio con tocchi di colore accesi, sviluppando item che alternano e mixano capi sartoriali a sportsewear, popeline di cotone, misti lino, cotone e viscosa, ma anche tessuti tecnici.


Everyday Chic

Al Pitti non sono mancate delle proposte per uno stile urbano ideale per affrontare la vita di ogni giorno con originalità ed estro.

Iniziamo con Nicwave che, nonostante il nome, è italianissimo nello stile e nella produzione. È un’onda di ricercatezza ed eleganza 100% made in Italy per interpretare la quotidianità. Uno stile che riecheggia del mondo del golf ma che profuma delle onde del mare di Los Angeles dal quale Michele ha avuto l’ispirazione del brand subito condivisa dal fratello Nicola. Così nasce Nickwave, un mondo di pantaloni sobrio ma non scontato, raffinato e ricercato, di qualità 100% made in Italy con un iter produttivo tutto italiano. Ispirandosi al viaggio, soprattutto a quello interiore, Nickwave è un concentrato di qualità, armonia, vestibilità nel quale ogni dettaglio è calcolato e rifinito. Ogni collezione è un crogiolo di ispirazioni che derivano dagli incontri quotidiani e che si concretizzano in armoniche linee di pantaloni che spaziano, per questa collezione, da modelli denim con interni in camouflage a pantaloni dal taglio più squisitamente sartoriale, dal blu e dal grigio a nouances e texture più calde, che li rendono perfetti per l’ufficio o una cena e ideali per una persona dinamica, attiva e profonda, proprio come questo brand.

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Proseguiamo con bracò ed il loro mondo innovativo, vagamente bohémien e sicuramente non spaventato dalla voglia di stupire.

Ma non lasciatevi ingannare dallo stile così contemporaneo: bracò ha alle spalle un’azienda attiva nel settore della produzione dei pantaloni dal 1980 e, per mettere in risalto la tracciabilità delle proprie produzioni, ha anche aderito all’iniziativa dell’etichetta parlante.

Giochi double face per un’estate trasformista e comoda con le proposte di Myths, brand romagnolo che presenta pantaloni cangianti, freschi e morbidi per lui (ma, volendo, anche per lei) di cotone. Colori desaturati, eleganti, in versione sia bermuda sia lunga, ideali per una tenuta casual chic vagamente shabby e sicuramente originale. Perfetti per gli indecisi, ogni pantalone infatti porta con sé delle fantasie reversibili per sbizzarrirsi nelle declinazioni di stile.

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Gli svizzeri di Rubirosa si ispirano al celeberrimo Porfirio Rubirosa: icona di stile, playboy, giocatore di polo, pilota ma anche diplomatico. È ad un’eleganza veloce, da gentleman dinamico, profondamente legata anche alla velocità ed al dettaglio di lusso che Rubirosa si ispira per il design e per la produzione, anche italiana, delle scarpe. Joie de vivre, ma anche dettagli, stile semplice e sicuro legato all’idea dell’understatement tra gentlemen. Al Pitti Rubirosa, basata a San Gallen, presenta una linea iconica della collezione. Sneakers perfette, anche sotto un abito sartoriale per smorzare un outfit con classe, realizzate in pelle, anche nell’interno della scarpa perché, mi hanno spiegato, Porfirio Rubirosa fu il primo a sdoganare la moda delle scarpe senza calzini.

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il fatto a mano Per gli amanti dell’ibridazione vintage

Per gli amanti del vintage e della sperimentazione più coraggiosa ed audace, al Pitti abbiamo selezionato due realtà che, pur proponendo stili diversi, riescono ad accontentare anche gli originality seekers più intransigenti.

Con Fortela – Fatto a mano entriamo nel mondo di Alessandro Squarzi che riversa, in questo brand, la sua passione per la sartoria, il vintage, la ricerca ed il riuso di tessuti storici, uniti al tocco dei telai giapponesi. Fortela – Fatto a mano è un simbolo di uno stile iperitaliano, sviluppato in giacche, capispalla, meravigliosi gilet, realizzati a mano e sublimati da tessuti di recupero vintage, abbinati a pantaloni creati invece con telai giapponesi. Autentici e sartoriali, i capi Fortela – Fatto a Mano sono unici, dato che unici sono i materiali con i quali sono realizzati. La collezione è ricca di citazioni colte e raffinate e trasuda della passione di Alessandro Squarzi per la ricerca sartoriale e tessile: il vintage si lega al recupero di forniture militari e civili, le sahariane riciclano i lini e le canape francesi degli anni Settanta, i tagli sartoriali italiani sono mixati con vecchie camicie Oxford, i tessuti di vecchi materassi sono uniti a drapperie e cravatte per le schiene dei gilet, veri e propri esercizi di stile e di realizzazione sartoriale. Tutto il mondo e scampoli di storia per un’eleganza sagace ed internazionale, ma sempre legata dal savoir faire delle mani degli artigiani italiani.

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Per i leather addicted, invece, Charleroi reinterpreta continuamente un must-to-have nel guardaroba maschile: il giubbotto di pelle, proponendo capispalla di pelle italiane, conciate in Toscana, realizzati a Regello, per una collezione sempre cangiante. Ogni pezzo Charleroi è particolare ed unisce la tradizione della conceria toscana e della realizzazione di un capo iconico con la creatività ed un tocco di vintage. Nascono così capispalla unici, impreziositi da inserti e dettagli inaspettati. Qualche esempio? Ricami sulle schiene, lavaggi particolari effetto vintage, zip italiane antigraffio, modelli reversibili, interni in panno casentino o, addirittura, scampoli originali di paracadute della prima guerra mondiale che diventano inserti o cappucci. Il tutto per reinterpretare continuamente il giubbotto di pelle in maniera ricercata, originale, creativa.

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Unconventional style, tra street e rock and roll

Se siete alla ricerca di capi non convenzionali e di atmosfere street o dandy-rock, allora queste tre label fanno per voi.

Un incidente estetico tra un tunnel metropolitano e un giardino di rose“: così Zoow24 e Martina Rubini definiscono il concept di Bad Deal, un brand nato due anni fa e tra i finalisti (con menzione speciale) di Who’s the Next? Uomo 2017.

Bad Deal maglione giallo al Pitti Uomo 92

Si tratta di uno streetwear altamente concettuale, nel quale la scrittura la fa da padrona: non è un caso che Zoow24 e Martina siano un writer ed una giornalista.

Bad Deal al Pitti Uomo 92 - dettaglio felpa

Così i capi formalwear vengono schizzati, sporcati, trasformati in qualcosa di nuovo, da graffiti, tutto a mano. Tagli, sovrapposizioni e mix di materiali, dal cotone al vinile alle felpe, jeans alterati  con l’acetato, le giacche sono graffiate: tutto ripercorre i capi iconici degli anni Ottanta e degli inizi degli anni Novanta che sono sottoposti ad una mutazione anche un po’ aggressiva ma densa di contenuto.

 

Bad Deal zaino verde con graffiti al Pitti Uomo 92

Il motto di questa collezione è infatti “ASAP”, cioè l’appena possibile che è il leit motiv dei tempi di oggi, con una nota di nostalgia per gli anni Ottanta e gli albori degli anni Novanta, in cui anche la vita metropolitana era più lenta, in cui la temporalità dell’ “hic et nunc” non era scalfita dalla continua pervasività dell’online. Così nasce una collezione sicuramente originale, nella quale sussiste un forte imprinting della scrittura, come dimostrano i libri ricoperti di jacquard che raccontano una storia fatta di capi a prima vista molto irruenti ma in realtà solo contemporaneamente nostalgici.

Tutto un altro registro, ma non meno originale, per uno stile profondamente dandy-rock con Gabriele Pasini, brand che gravita attorno al mondo Lardini.

Gabriele Pasini giacca righe per Pitti Uomo 92

La tradizione sartoriale italiana, con una particolare influenza della scuola napoletana, non è che la struttura portante di questa collezione gentilmente aggressiva e romanticamente rock.

Gabriele Pasini dettaglio rock a Pitti Uomo 92

La ricerca di Gabriele Pasini per uno stile contemporaneo lo porta a recuperare le stampe anni Cinquanta ormai in disuso o il peso di tessuti di mezza stagione che non si usano più, iniettandoli però di rock.

Gabriele Pasini giacca righe per Pitti Uomo 92

Nascono così completi impeccabili ma che non hanno paura di scardinare i canoni estetici né di osare.

Gabriele Pasini a Pitti Uomo 92

Dunque, gioielli si legano ai foulard e ai colletti, le stampe dimenticate sono vivacizzate da inserti ingombranti ed una statica cura sartoriale è vivacizzata da influenze internazionali provenienti da Cuba come da Londra, com’è possibile scrutare dal mood board in bella vista nello stand al Pitti.

Gabriele Pasini scarpe presentate a Pitti Uomo 92

Tocco sempre rock ma con un’anima parigina: ecco Bohardy, che unisce sartorialità e craftmanship a rock quasi gotico, fondata nel 2012 da Vadim Entem Clemenceau.

Bohardy al Pitti Uomo 92 shirt

La tipica nonchalance francese impera sulla collezione presentata, smorza i toni più prepotenti del rock e si apre all’artigianalità internazionale, tra cui quella italiana.

Bohardy al Pitti Uomo 92 giacca


È andata in scena con il Pitti l’eleganza maschile: tradizione e sperimentazioni, innovazione e riuso, rock, dandismo, vintage ma anche ortodossia stilistica, approcci prepotenti oppure garbati. Tutte declinazioni per lo stile dell’uomo made in Italy secondo il fil rouge del ben fatto, a mano. Perché: “L’abbigliamento è, al tempo stesso, una scienza, un’arte, un’abitudine, un sentimento” (Honoré de Balzac).