Accomodatevi sul Made in Italy con le sedie Levaggi

In accessori, design, giovani, innovazione, territori

Recuperando ed innovando artigianalmente la tradizione della chiavarina, storico modello di sedia ligure, hanno portato avanti le loro sedute nella sede romana di Fendi, nel Bespoke Atelier di Ermenegildo Zegna, nel Nomad Design and Lifestyle Hotel a Basilea, al Marriott di Venezia. all’ultimo Salone del Mobile hanno stupito, proponendo un turbinio di colori. Scoprite con noi le sedie dei Fratelli Levaggi.


Levaggi Fendi interni
Dimore Studio Fendi

Non sono semplici sedie. Sono pezzi di storia, di design e di artigianato italiano. Sedie, poltrone, divani, sgabelli, tavoli: una sartoria anche su misura di sedie, radicata nel territorio di Chiavari.

bjork swedish brasserie milano Levaggi
Bjork Swedish Brasserie Milano

Siamo nella meravigliosa Liguria e qui, agli inizi dell’Ottocento, incomincia la storia della chiavarina ad opera di Giuseppe Gaetano De Scalzi, un ebanista che impose, in un periodo nel quale il design tendeva verso una profusione di decori, uno stile minimal, pulito ed essenziale ma, al tempo stesso, filiforme, elegante, leggero e resistente che fece breccia nel gusto delle corti europee di allora, tra cui Napoleone III e Francesco I di Borbone, sino ad arrivare ad oggi: le loro sedie sono ospitate nei più ambiti contesti di design e dell’avanguardia.

Campanino 900 Levaggi

La roccaforte di questo pezzo di design italiano è la bottega dei Fratelli Levaggi che oggi è alla terza generazione.

Levaggi Regina Recht
credits: Regina Recht

Ripetendo gli stessi gesti di una volta, la produzione segue, ancora oggi, la sua tradizionale scansione: una meticolosa scelta dei legnami dall’entroterra ligure, la stagionatura, la lavorazione, l’impagliatura, la levigatura.

Levaggi bottega

Così, quello che Antonio Canova definì “un miracolo di tecnica ed eleganza“, continua ad essere ambasciatore del made in Italy nel mondo e protagonista di case, hotel, locali e spazi tra i più affascinanti e prestigiosi.

Matteo Thun Atelier Levaggi
Matteo Thun Alterier
Credits: Marco Bertolini

I Fratelli Levaggi intessono anche collaborazioni con realtà artigianali e studi di design: le leggerissime chiavarine, ad esempio, sono state impreziosite dai tessuti damascati realizzati artigianalmente, come nel caso del modello di poltrona campanino 2000 in ciliegio selvatico con l’imbottitura artigianale della Storica Tessitura De Martini della vicina località di Lorsica, o di colori sgargianti, come per i modelli presentati al Superstudio, durante l’ultimo Salone del Mobile o con trame particolari, come il modello realizzato in collaborazione con Matteo Thun con una seduta colorata.

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Ma ascoltiamo questa storia dalle parole di uno dei suoi protagonisti: Paolo Levaggi che, con il fratello, ha continuato la tradizione di famiglia:

La nostra azienda nasce nel 1963, dalle ceneri di un laboratorio rilevato, quindi in realtà da molto prima. Abbiamo ereditato la tradizione tipica di Chiavari, quella delle sedie, iniziata dall’ebanista Giuseppe Gaetano De Scalzi. La chiavarina è riconoscibile per la sua eleganza, l’incredibile leggerezza, per la robustezza e capacità di durare nel tempo.

Levaggi laboratorio

In realtà, sebbene sia una produzione tipica di questo territorio che ha un valore storico ma anche culturale per il made in Italy, siamo rimasti solo noi, oggi, a portare avanti questa tradizione e facciamo ancora tutto a mano, in maniera artigianale, senza l’ausilio della tecnologia computerizzata.

Levaggi laboratorio 2

Direi che siamo una realtà più unica che rara, calcolando che, in media, una lavorazione di una sedia impone 15/20 ore.

La vostra produzione artigianale vi permette anche di produrre sedie su misura.

Sì, oltre alla produzione per così dire standardizzata, che è pur sempre artigianale, realizziamo anche sedie su misura che sono dei veri e propri prodotti “sartoriali”. Ciò è dato anche da un’elevatissima possibilità di personalizzazione: il cliente può arrivare a scegliere i dettagli come il colore, il legno, l’imbottitura e così via.

Levaggi dorata

Producete un prodotto “cristallizzato” nel tempo ma continuate ad innovare. Come?

Noi collaboriamo molto con interior designer, come Davide Conti, e studi di architettura, come l’Atelier Matteo Thun che inseriscono nei loro progetti le nostre sedie come un’autentica chicca. Un altro fattore molto importante per noi è l’innovazione stilistica, per cui produciamo ed ideiamo sempre nuovi modelli.

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Oggi come allora le vostre sedie si trovano in spazi molto prestigiosi.

Devo dire di sì. Un tempo le nostre sedie erano, ad esempio, nella Casa Bianca. Oggi abbiamo sviluppato molte collaborazioni: siamo stati scelti per l’appartamento Fendi a Roma, nel Colosseo Quadrato, poi nel Bespoke Atelier di Milano di Ermenegildo Zegna, dedicato agli abiti su misura, ma anche al Nomad hotel di Basilea, al Marriott di Venezia. L’ultima collaborazione è stata con lo Studio Quadri per la Björk Swedish Brasserie di Milano.

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Mi racconti la tua di storia?

Io ho trent’anni e devo dire che ho incominciato da piccolo a bazzicare nella bottega, con dei lavoretti. Durante l’università di architettura, mi sono riavvicinato nuovamente alla produzione, perché mi mancava la lavorazione con le mani, mi sentivo un po’ “orfano” da questo punto di vista.

Paolo Levaggi

Mio fratello aveva già iniziato a collaborare stabilmente con mio padre e con mio zio che allora conducevano l’azienda ed anche io ho deciso di cimentarmi in quest’avventura. Io e mio fratello avevamo da imparare praticamente tutto ma, devo dire, che sia mio padre che mio zio ci hanno aiutati ed oggi posso asserire che siamo sufficientemente “autonomi”.

Paolo e Gabriele Levaggi

Un giovane laureato come te, come vede il rapporto tra artigianalità, manualità e giovani?

È un rapporto sicuramente trascurato da anni. Da anni la società non ha dato la priorità a questi aspetti, non abbiamo dato valore alla cultura manifatturiera. Durante gli anni Settanta ed Ottanta era centrale la cultura del posto fisso a discapito della manualità che è stata sempre etichettata come sinonimo di “sporcarsi le mani”.

Laboratorio Levaggi 4

Ora devo dire che c’è un ritorno all’artigianato ed all’identità culturale che deriva dall’artigianalità.

Laboratorio Levaggi 5

Tuttavia, io vedo ancora un vero e proprio baratro tra le scuole professionalizzanti e l’università e questo è un grande problema, anche perché molti makers di oggi soffrono di mancanza di corsi. Lo vedevo anche io all’università.

Laboratorio Levaggi 21

Mentre in altri stati ci sono delle vere e proprie università professionalizzanti, nelle quali al fianco della teoria c’è la pratica, in Italia c’è ancora un fortissimo scollamento.

Laboratorio Levaggi 10

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Sicuramente continuare ad innovare anche con nuove proposte di design ed ampliare la gamma dei prodotti.

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Un territorio che incorpora un design. Una bottega che continua ad innovare senza tradire la tradizione. tra colori, forme e leggerezza, screziati di collaborazioni con studi di design e brand internazionali, i fratelli levaggi continuano a far accomodare il made in italy. Perché: “Non è tanto ciò che è sul tavolo che conta, come ciò che è sulle sedie” (William Schwenck Gilbert).