Pitti Immagine Uomo: l’eleganza artigianale maschile

In Pitti

Anche per la prossima edizione, Pitti Immagine Uomo decide di raccontare e far riscoprire l’artigianato grazie alla sua sezione “MAKE“: artigianato, moda e stile per reinterpretare, con il gusto per il fatto a mano, l’eleganza maschile grazie ad una nuova generazione di artigiani. Ognuno con una sua storia.


Siamo a Firenze, culla del Rinascimento e delle sue botteghe dalle quali, in fondo, tutto è nato. Siamo tra le mura che hanno visto, nel febbraio del 1951, la nascita, istituzionale, del made in Italy con la storica, prima sfilata nella Sala Bianca, dietro la regia di Giovan Battista Giorgini, dinanzi ad un parterre di buyer internazionali, incantati da un alfabeto di creazioni delle sartorie italiane, come Simonetta, le Sorelle Fontana o Emilio Schuberth che salirono nella città medicea da Roma che a quei tempi viveva il suo periodo della Hollywood sul Tevere.

Firenze Pitti

Siamo nel gotha dell’avanguardia e della creatività della moda maschile, dove si concentrano estro ed ardore di sperimentazione, nuovi linguaggi estetici e genuini, grinta di nuovi progetti fuori dal mainstream, con l’anticipazione di nuove tendenze. In definitiva, siamo a Pitti Immagine Uomo.

Tra le mille sezioni della manifestazione, ognuna delle quali sonda un pianeta diverso della galassia moda uomo – dal luxury underground allo sportswear, dalle avanguardie dello stile alla sezione dedicata alla bellezza – spicca MAKE, completamente dedicata all’artigianato contemporaneo nella moda maschile.

MAKE significa saper fare, rispolvera tecniche antiche e manualità così come il gusto per il pezzo unico, restando però sempre connessi con le nuove tendenze e valorizzando continuamente le storie che ogni crafter porta con sé, raggruppando nuove leve di artigiani per nuove collezioni: molti espositori nell’ultima edizione di Pitti Immagine sono stati riuniti in questa sezione, in scena a Pitti Immagine Uomo.

lane per Pitti colori

La compagine italiana è stata ben rappresentata da 14 espositori, ambasciatori del genio e del gusto italico del saper fare sulla piazza internazionale fiorentina, proponendo le proprie creazioni nel campo della profumeria, della camiceria, delle calzature, ma anche dei cappelli, dei guanti, della valigeria, degli occhiali e degli accessori irrinunciabili.

Strumenti lavorazione Pitti

La passione per il bello, la manualità, la competenza nel reinterpretare la tradizione senza rinunciare al cool contemporaneo, intrecciano storie di artigianalità con un fil rouge lungo tutto lo Stivale, ricostruendo la fisionomia della moda uomo dedita all’artigianalità.

L’Uomo che crede nell’artigianalità italiana, secondo l’ultima edizione di Pitti Immagine Uomo, indossa camicie di Avino Laboratorio Napoletano con la loro ortodossa, quasi ossessiva, perfezione tutta partenopea per quest’indumento, principe dello stile maschile; un perfetto cappello del Cappellificio Biellese completerà l’outfit con quel tocco retrò tipico di questo brand, in totale armonia con un paio di occhiali The Bespoke Dudes EYEWEAR (ne abbiamo già parlato qui) e con un paio di guanti, a scelta tra un modello più classico o uno più estroso, ma di qualità sicuramente sopraffina di Fingers Venezia. Imbarazzo per l’ampia scelta per le calzature: tocchi di stile diversi, ma sempre artigianali, grazie ad ILC – Italian Luxury Craftmanship, al dirompente estro ed al geniale recupero di una tradizione storica di Drogheria Crivellini, ai cortocircuiti estetici di HNBSHOE, al rigore classico di Rolando Martegani, al dinamismo di Old Randa. E dato che nulla è lasciato al caso, l’Uomo di Pitti Immagine, secondo l’interpretazione di MAKE, deve indossare bretelle Intrecci & Belts ed accompagnarsi con una borsa di Gianni Segatta, solida, intrecciata, prorompente, o di Stefano Mano, elegante, decisa, classica.

Così anche Pitti Immagine Uomo dà il suo contributo a quel crogiolo del saper fare artigianale. in un caleidoscopio divertente di stili e colori che viaggiano alla velocità della luce, la sezione “Make” racconta di realtà che spesso affondano le radici in storie, tradizioni, generazioni, territori, in un’atmosfera riflessiva nella quale è possibile curare ogni minimo dettaglio. perché: “I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio” (Leonardo Da VInci).