Bike Food Stories: pedalando verso il gusto made in Italy

In bicicletta, food, turismo

Storie di un territorio, della food valley italiana, di piccoli e grandi produttori food che tutto il mondo ci invidia. Dall’intuizione del giovane Davide Pagani nasce BikeFoodStories: pedalare in bici per Parma ed i suoi meravigliosi dintorni per scoprire i suoi tesori enogastronomici, inframmezzati di arte e cultura. Emozione, gusto e divertimento sano ed ecosostenibile al ritmo dei pedali in stile slow tourism.


Prendete una bicicletta, uno dei mezzi di locomozione più classici e longevi mai esistiti. Poi un territorio ricchissimo di bontà culinarie, famose come il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma. Condite il tutto con l’allegria di un’esperienza diversa e dal gustoso “lieto fine” sempre assicurato. Perché Bike Food Stories è anche questo.

Bike Food Stories Davide Pagani

Parma, epicentro della Food Valley Italiana, considerata dall’UNESCO “Città creativa per la gastronomia”, un crogiolo di arte e della vita di qualità, tutta da scoprire, pedalando.

Un nuovo modo di fare (ciclo)turismo, ma anche ecosostenibilità e valorizzazione di quel patrimonio di piccoli produttori di bontà che rendono continuamente il Made in Italy come sinonimo dell’ottima cucina, nel mondo. Perché allora non scoprirli e gustare i prodotti?

Bike Food Stories Logo

Magari in bici, seguendo dei percorsi ben congegnati che sono articolati in tre diverse difficoltà, per dare la possibilità a tutti di provarci: bassa, media ed alta. Così si può spaziare da una mezza giornata per gustare Parma con gli occhi e con il palato, ad un tour per il vino dei colli o per scoprire le eccellenze dell’Emilia, sino ad un tour dedicato ai salami. Già avete fame? Ma se siamo solo all’inizio! Potreste scegliere il tour dedicato a Verdi o quello del Labirinto della Masone, uno lungo che ha come protagonista, a fianco del Parmigiano Reggiano, anche l’Aceto Balsamico ed uno lunghissimo, di 107 km con un dislivello di 2.000 mt, intitolato “Il gusto della storia in bici”.

Bike Food Stories tortellini

Ma andiamo con calma, in fondo stiamo parlando di slow tourism, anche se il successo del suo inventore, Davide, non è propriamente “slow”: solo nel suo primo anno, nel 2016, i turisti che ha accompagnato provengono da 14 paesi, per un totale di quasi 400 persone, guidate con entusiasmo ed elettrizzate da questo nuovo modo di scoprire un nuovo scrigno d’arte, cultura e bien vivre quali sono Parma e l’Emilia.

Parma Bike Food Sharing

Ma facciamocelo spiegare direttamente da Davide Pagani, il regista di Bike Food Stories.

Davide, come funziona la tua attività?

È molto semplice. I turisti mi contattano ed io li accompagno in bici sulla base del percorso che hanno scelto e delle tipicità che vogliono scoprire. Con me entrano nei caseifici, nei centri di produzione dei salumi, e tutti restano affascinati dall’abilità di questi artigiani. Contestualmente, hanno la possibilità di provare i prodotti tipici.

Davide Pagani di Bike Food Stories mangia

Che tipologia di turisti sono quelli più interessati?

Allora, in genere il turista tende a voler fare percorsi brevi e tutti restano impressionati dalla produzione del Parmigiano Reggiano. Calcola che ci sono pochi italiani, moltissimi americani, canadesi e nord Europei e loro hanno il mito del Parmesan Cheese, che poi è estremamente diverso dal reale Parmigiano Reggiano, e vogliono sia scoprire queste realtà, sia fare qualcosa all’aria aperta.

Turisti Bike Food Sharing

Perché puntare allo slow tourism?

Innanzitutto perché ti permette di assaporare con calma il territorio e questo lo puoi fare con la bicicletta. Anche se mi piace molto il ciclismo, che seguo, non ho mai corso e non ho mai acquistato una bici da corsa. Non ho la macchina ed ho sempre fatto tutto in bici.

Viviamo nella globalizzazione. La gente ormai parla con tutto il mondo, lavora con tutto il mondo, viaggia in tutto il mondo. C’è un’inflazione stessa della globalizzazione e, a mio avviso, senza la globalizzazione non ci sarebbe stata questa propensione verso lo slow, che nasce proprio dalla voglia di recuperare un nuovo modo di vivere il mondo.

Paesaggio emiliano Bike Food Stories

Però ti trovi anche in un territorio estremamente fertile per la tua tipologia di attività.

Assolutamente sì. Parma è riconosciuta come Capitale della gastronomia dall’UNESCO ed oltre alle numerosissime multinazionali, ci sono delle aziende artigianali. Sinceramente, avrei difficoltà ad indicarti un altro territorio, in Italia, che riesca a promuovere al meglio la cultura del cibo come avviene qui a Parma, ed a far fare rete tra i diversi produttori. Perché, alla fine, è anche la capacità di fare sistema che è importante.

Dalla Laurea alla bici, passando per un viaggio personale.

Davide Pagani

Davide Pagani ha 27 anni. Bergamasco di origine ma entusiasta parmigiano d’adozione, ha una laurea in Scienze Gastronomiche alle spalle. Poi, nel 2013, inizia un viaggio in bici dalla Val di Susa fino a Napoli seguendo la via francigena. Una sorta di grand tour, un anno sabbatico, mi spiega:

Dopo la laurea volevo scoprire le tipicità enogastronomiche locali e da qui mi è venuta poi l’idea di Bike Food Stories che è nata nel 2016. Poi ho fatto un tour da Parma a Santa Maria di Leuca sempre in bici, in 13 tappe e ad ogni tappa sono andato a scoprire i produttori della zona. Da lì tutta la costa Adriatica, lungo la quale ho avuto la possibilità di incontrare 30/35 aziende. Un viaggio di 1.500 km, una bellissima esperienza perché mi ha dato la possibilità di conoscere i veri protagonisti del made in Italy nel campo della gastronomia.

Come hai iniziato la tua attività?

Dopo il mio viaggio nel 2013, nel 2014 ho seguito un master che mi ha dato la possibilità di approfondire alcuni dettagli che mi servivano. Poi, in realtà, ho fatto tutto da solo, dal sito alla promozione, in un annetto circa. Nel 2016 la società è stata lanciata ed è un sogno che è divenuto realtà: lavorare ed avere indipendenza economica facendo una cosa che ti appassiona. Nel mio percorso ho trovato molte persone che mi hanno sostenuto e che hanno creduto in me per darmi la spinta giusta.

Parmigiano Reggiano Bike Food Stories

Un’attività consacrata al Made in Italy, nel settore del Food.

Sì. Io penso realmente che l’Italia sia il Paese più bello al mondo e sono molto molto ottimista per il made in Italy. Mi ritengo fortunato per non aver dovuto migrare e nel mio piccolo, ogni giorno, provo a far scoprire un pezzetto d’Italia.

Nel tuo lavoro sei continuamente a contatto con gli artigiani. Quali sono le tue prospettive sull’artigianalità?

Gli artigiani devono aprire le loro porte ai turisti. Quelli che rimangono rinchiusi nella loro realtà probabilmente andranno incontro a delle difficoltà. È inutile aver paura della copia: se sei un vero artigiano, il tuo prodotto è perfetto e non devi aver paura che gli altri ti rubino il tuo know how. Gli artigiani del food con i quali sono in contatto sono molto interessati, perché per loro è anche un guadagno ospitare dei gruppi di turisti, perché questi comprano, spesso, i loro prodotti.

Davide Pagani Bike Food Sharing salumi

Un giovanissimo imprenditore che gravita nel mondo dell’artigianato come vede il rapporto tra artigiani e giovani?

In Italia, molti ragazzi vogliono fare solamente lavori iperspecializzati, e poi c’è un fuggi fuggi di cervelli. I giovani invece devono mettersi in testa che bisogna continuare queste tradizioni artigianali, anche imparando dagli anziani, perché è importante.

E quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Farmi conoscere sempre più. Poi, personalmente, dopo aver conosciuto la parte adriatica e quella tirrenica, mi manca la parte ionica ed il sud insulare dell’Italia.

Un territorio baciato dalla tradizione culinaria e dall’abilità dei suoi abitanti nel non disperdere questo patrimonio, certificato dall’unesco. Lungo le lente vie della food valley italiana, sulla sella di una bici, è possibile assaporare con tutti i sensi, le bellezze enogastronomiche di parma dell’emilia, grazie ad un’idea, tanto semplice quanto innovativa, di un giovane che ha creduto nel potere delle storie e dell’artigianalità, raccontando un territorio: “È andando in bicicletta che impari meglio i contorni di un paese, perché devi sudare sulle colline e andare giù a ruota libera nelle discese” (Ernest Hemingway).