Fonderia Allanconi: un mondo al ritmo delle campane

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Tre generazioni dedicate all’arte, ormai sempre più rara, delle campane artigianali, completamente fatte a mano secondo la ricetta storica del 1500: argilla, crini di cavallo, cera d’api, cenere, latte, strutto e bronzo. Un mondo fatto di arte, passione e note musicali, nella continua ricerca della perfezione stilistica e musicale di queste strutture suonanti, antesignane dei telefoni e dei TG, raccontate in un museo. Fra tecniche antiche e nuove tecnologie, impera la famiglia Allanconi, fonderia artigiana di campane. Din don.


Allanconi creazione campane

Italia, città dei mille campanili. Ovunque ci sia una campana c’è un’aggregazione di persone, una comunità. Ovunque ci sia una campana, c’è stata una forma di comunicazione, di gioia, di musica. Ovunque ci sia una campana, c’è qualche motivo per suonarla e per inebriare l’aria con le note di questo fantastico strumento musicale.

Forno Allanconi

Ed a Bolzone, una frazione di Ripalta Cremasca, c’è un luogo in cui la magia della creazione di una campana si ripete, sempre nello stesso modo, da generazioni: è la fonderia Allanconi, la casa delle campane.

L’arte della creazione delle campane ha origini antichissime ed è grazie all’impegno della Famiglia Allanconi che essa è giunta ad oggi pressoché intatta, come intatto è il fascino di ognuna delle loro campane.

Forno Allanconi

Nella fonderia si producono campane uniche, sulla base delle tecniche tradizionali, completamente a mano.

Applicazione dei decori campane Allanconi

L’alfabeto delle campane spiegato da uno dei suoi protagonisti: Emanuele Allanconi

Madonnina su campana Allanconi

Campane come mezzo di comunicazione, ma anche campane come strumento musicale. Dalla forma inequivocabile, le campane hanno svolto un ruolo essenziale nella società e sono molto di più di quel che immaginiamo. Ascoltiamo le loro mille sfaccettature da chi di campane se ne intende: Emanuele Strada Allanconi.

Creazione campane Allanconi

Le campane erano un mezzo di comunicazione potentissimo, molto prima della TV e della radio: all’epoca, un avviso meteo, un incendio, l’ora precisa: tutto era scandito dai loro rintocchi secondo un alfabeto che tutti conoscevano. Ad esempio, prendi la piena di un fiume: di paese in paese, le campane iniziavano a suonare, il paese precedente avvisava quello successivo e così via; il loro suono andava più veloce della piena, per cui gli abitanti potevano prendere provvedimenti prima che la piena arrivasse nei loro paesi. Oppure, un altro esempio è la morte di un Pontefice: la notizia partiva da San Pietro, rimbalzata dalle chiese di Roma, poi in quelle del Lazio, poi in tutta l’Italia ed in poche ore tutta l’Europa era informata.

Un alfabeto che dunque era codificato da tutti e tutti, ascoltandole, erano immediatamente aggiornati su quello che stava accadendo.

Campana Allanconi singola

Esatto, era tutto codificato, una sorta di alfabeto Morse. Pensa che sulla base delle campane, nel paese potevano capire se il pranzo del matrimonio che veniva celebrato era pagato oppure no! Oppure pensa ai colpi di stato: qual era la prima cosa che si faceva? Si tagliavano le funi delle campane, per ammutolire il popolo.

Cesello Allanconi

Protagonista indiscusso dell’immaginario collettivo della gioia, simbolo indissolubilmente connesso alla Cristianità, le campane sono anche delle vere e proprie opere d’arte ed è proprio sull’arte della loro creazione che la Fonderia Allanconi raggiunge livelli di eccellenza unici e rari.

dettaglio campana Allanconi

Quindi le campane sono anche delle vere e proprie opere d’arte:

Sono delle sculture che suonano. Noi realizziamo tutti i bassorilievi delle campane a mano rispettando la tradizione, anche perché i bassorilievi, ad esempio, svolgevano una funzione didattica importantissima. Sulla base dell’iconografia, la gente comprendeva il significato delle decorazioni delle campane.

Preparazione dei decori Allanconi

Le decorazioni sulle campane? A che pro?

Moltissimi mi chiedono perché siano così importanti le decorazioni sulle campane. In fondo, si potrebbe immaginare, le campane sono in alto, sul campanile, chi riesce a vederne e ad apprezzarne le decorazioni? Eppure le campane sono anche un atto di devozione, per cui le decorazioni sono importantissime anche per i committenti.

Creazione di una piccola campana AllanconiCera per decorazione 2 AllanconiCera per la decorazione Campane Allanconi

Nella Fonderia Allanconi, i bassorilievi e le decorazioni vengono ancora realizzate a mano, anche in collaborazione con artisti e studenti dell’Accademia di Brera di Milano e basandosi sull’archivio di migliaia di immagini sacre che la Fonderia vanta e che possono essere riprodotte sulla singola campana.

Disegno a mano Allanconi

Campane come strumenti musicali

La campana è innanzitutto suono. E no, non è stonata, anzi.

Oggi la campana è uno strumento musicale vero e proprio: è lo strumento più grande e potente al mondo. Sono state create delle melodie apposite e c’è molto la tendenza dei concerti delle campane, detti carillon, che si compongono dalle ventitré fino alle cinquanta campane e possono essere suonate come un pianoforte.

Prova delle campane Allanconi

Allanconi, Come fondere storia, artigianalità e nuove tecnologie

Allanconi all'operaLa creazione di una campana è davvero affascinante e può durare anche mesi. Quasi come in un’alchimia, da argilla, crini di cavallo, cera d’api, cenere di sette legni diversi, latte, strutto e bronzo nascono questi giganti eleganti, completamente fatti a mano, decorati a mano. E così Allanconi continua a “sfornare” prestigio ed eccellenza made in Italy, esportandoli in tutto il mondo, mantenendo intatto il processo produttivo, così come la passione, del 1500, coniugandoli alle nuove tecnologie digitali per raggiungere l’eccellenza, rifuggendo però dalla produzione standardizzata.

Fuoco Allanconi

Come filosofia aziendale, abbiamo deciso di mantenere intatta la tradizione ed i materiali del 1500. Questo vuol dire che le nostre campane sono 100% made in Italy, 100% sostenibili e 100% riciclabili.

Rifinitura delle campane Allanconi

Ed il computer?

Non bisogna perdere nulla del passato, ma bisogna inserire sempre quel che la tua epoca ti dà di buono. E così utilizziamo le tecnologie digitali solo all’inizio ed alla fine del processo produttivo per intonare al meglio le campane, per raggiungere livelli di sonorità sempre più perfetti.

La campana in argilla Allanconi

Un museo per raccontare quest’arte e per toccare il suono delle campane

sezione di una campana Allanconi

Un museo, nel cuore della Fonderia, dove grandi e piccoli possono restare affascinati davanti a queste enormi, pesanti, simpatiche opere d’arte. Uno spazio dedicato alla storia, all’artigianalità ed alla passione che stanno dietro le quinte di ogni campana e dedicato a tutti e cinque i sensi.

Così me lo racconta Emanuele:

Il Museo è molto sensoriale. Oltre a mostrare le diverse fasi di creazione di una campana, ho voluto dare la possibilità di coinvolgere tutti i sensi, specialmente per i bambini, di far loro toccare il suono delle campane anche attraverso degli esperimenti, molti dei quali sono ripresi da mio nonno: ad esempio, mio nonno prendeva una campana al contrario, la riempiva d’acqua e la suonava. Ciò permette di creare sull’acqua delle increspature che variano nelle loro geometrie sulla base delle vibrazioni: cerchi, quadrati e così via!

Poi, mentre si suona la campana, una persona mette il dito nell’acqua e percepisce quello che accade nell’aria: si prende una scossa! Questo è molto utile per far capire ai bambini cosa accade nelle vibrazioni dell’aria.

Campana che si intravede Allanconi

Un promesso farmacista, più raro di un panda, in una fonderia artistica, circondato da campane

Emanuele Allanconi con nonno Angelo
Emanuele Allanconi con nonno Angelo

Emanuele ha trentacinque anni e rappresenta la terza generazione degli Allanconi che ereditano una grande tradizione del territorio e che puntano al made in Italy artigianale.

Pensa che le prime testimonianze risalgono al 1382 con Cremaschino da Crema. Mio nonno Angelo iniziò ad andare a bottega quando aveva 10 anni presso un’importante famiglia, i Cresti e poi, con la voglia di emanciparsi, nella sua cascina a Bolzone parte con la Fonderia. Dopo i miei tre zii materni, ora tocca a me.

Emanuele Allanconi

Eppure tu eri destinato ad altro.

Ho frequentato il liceo scientifico, volevo fare il farmacista come mio padre. Ma poi sono  stato rapito dal fascino della Fonderia, che frequentavo da quando ero più piccolo, da quando avevo 5 anni e, come primo lavoro, cuocevo le pannocchie sui carboni ardenti che servivano a riscaldare gli stampi in creta delle campane…ed anche adesso lo faccio volentieri!

.Emanuele Allanconi al lavoro

E così oggi Emanuele dirige una delle roccaforti del made in Italy in uno dei settori più di nicchia e preziosi che vi possano essere.

Qual è il momento più emozionante per te?

È sicuramente il momento finale, quando dietro ad un lavoro duro, esce una cosa così bella.

kg-163 Campana Allanconi

Un ragazzo che ha creduto nella tradizione, innovandola con saggezza e spirito imprenditoriale, non disdegnando assolutamente l’idea di “sporcarsi le mani” e, con allegria, coraggio e professionalità, ha fatto una scelta sicuramente controcorrente, e che oggi gode della stima degli intenditori.

Qual è il rapporto tra giovani ed artigianato, dalla tua prospettiva di giovane ed artigiano?

Non è un connubio molto conosciuto in effetti. Spesso la gente non si rende conto di quanto abbia perso il contatto con ciò che è materico. E poi c’è un problema culturale legato al lavoro manuale che è svilito: siamo sinceri, si preferisce avere un figlio parcheggiato a giurisprudenza che fargli fare un lavoro manuale. Comunque, di recente c’è un’inversione di tendenza ma è molto importante in questo caso un’operazione di rivalutazione complessiva: si riconosce il valore dell’artigianalità quando la si conosce.

Emanuele che alimenta il fuoco Allanconi

E quali progetti per il futuro?

Vogliamo raggiungere livelli di eccellenza sempre più elevati, specialmente nel suono. E poi, vorrei evitare che si perda questa bellissima arte. Ne siamo rimasti davvero pochi e spesso, scherzando, dico di me stesso: “Sono più raro di un panda“.

Il mondo di Emanuele e della Fonderia Allanconi è davvero affascinante, magico. Gesti, materiali, suoni di una volta, migliorati dalle nuove tecnologie. Una tradizione davvero preziosa, unica, rara per creare questi grandi colossi buoni, dalle forme simpatiche, dal suono intenso ed eccelso, grazie al know how che, ad oggi, la Allanconi vanta, forgiando questi strumenti e queste opere d’arte che hanno da sempre scandito il mondo, al ritmo dei loro rintocchi. “Ho letto che gli antichi una volta prodotto un suono erano soliti modularlo, alzando e abbassando il tono senza allontanarsi dalle regole dell’armonia. Così deve fare l’artista che lavora ad un nudo” (Antonio Canova).