Un artista della scrittura: la calligrafia di Marco Lucaferri

In Arte, calligrafia, design

Nel periodo di Natale ha fatto impazzire di gioia i clienti delle boutiques romane di Hermès vergando i bigliettini di auguri. Grafico ed art director, ha insegnato allo IED di Roma e studiato con il gotha dell’arte calligrafica. Con la sua estetica porta avanti un’arte centenaria, con il suo gusto dimostra il piacere di scrivere, Perché la bellezza delle parole passa anche dalla loro forma, creando parole così belle da contemplarle prima ancora di capirle. Ecco a voi Marco LucaFerri, un maestro dell’elegante arte calligrafica, lì dove forma e significato si uniscono per celebrare la bellezza.


ItalianCrafting Marco Luca Ferri

Un foglio bianco attende sempre che qualcuno scriva qualcosa, tracci un disegno, almeno una linea, una parola, una lettera, una frase, un nome. Eppure, con Marco Lucaferri, una linea, una lettera, una frase, spesso sono più belle del significato che portano con sé: la potenza della forma eclissa ogni altra cosa, con eleganza, estro, senso delle proporzioni e passione.

Le Spezie Ferri

E così, quel foglio prima bianco, vergato dalle sue mani sapienti, con la calma che un tempo avevano i certosini, diventa il supporto di qualcosa quasi intangibile: la potenza della bellezza estetica di una singola parola per poco non fa dimenticare il significato della parola stessa. Benvenuti nel mondo della calligrafia e di uno dei suoi più alti esponenti, Marco Lucaferri.

Marco Luca Ferri nel suo studio

Il suo mondo è fatto di pennini, inchiostri, carte e tanto studio. Ogni singola lettera è studiata nelle sue linee di forza, nella sua storia, nella sua composizione. Ogni singola lettera è un’opera d’arte in sé. Ed ogni singola parola da lui scritta è ancora più bella, il suo significato è ancora più potente. Perché la bellezza fa risplendere tutto.

Love Marco Luca Ferri

Corsivo inglese, gotico, italico. Tutte le lettere dell’alfabeto, maiuscole, minuscole, segni di interpunzione: tutto deve essere studiato e padroneggiato dal calligrafo per raggiungere la perfezione che quest’arte merita. Questi i diversi caratteri, i binari nei quali la sua arte si incanala e si declina sulla carta.

Partecipazioni Ferri

La sua bravura riecheggia delle atmosfere concentrate e colte degli amanuensi de “Il nome della rosa”, e Marco Lucaferri coniuga ai gusti attuali il sapere antico della calligrafia di ieri, un’arte unica.

Semper Marco Luca Ferri

Umberto Eco, sempre ne Il nome della rosa, spende parole su parole sul piacere di scrivere parole su parole, sulla carta. Affondare una morbida penna in un foglio, vedere come l’inchiostro si increspa, notare come la grafia segua il proprio pensiero ma anche l’ambiente circostante, la luce, l’emozione. Guardare le parole che non esistevano prima concretizzarsi. Osservare come quello che prima era intangibile diventa tangibile, un tratto che, indelebile, viene abbracciato da un foglio bianco. Emozioni, sensibilità, percezioni che con l’arte calligrafica vengono moltiplicate dalla bellezza. Emozioni troppo spesso dimenticate, perché andiamo di fretta, perché non siamo più abituati alla vera bellezza delle piccole cose e delle tamerici.

ItalianCrafting in gotico

L’arte di emozionare con le “belle lettere”, passando per Hermès.

Marco Luca Ferri Armani

 

Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze” ci ricorda Wilde, ovviamente. Ed anche un biglietto, un invito, una lettera, incorniciano, potenziano, il significato di quello che annunciano, che trasmettono. Un esempio? Gli inviti di nozze di Margareth Madè e Giuseppe Zeno.

Marco Luca Ferri per Tornatore

Ed è anche per questo i clienti delle boutiques di Hermès a Roma, la città del maestro calligrafo, sono letteralmente impazziti, ammaliati da quei gesti così eleganti, lenti, concentrati, del maestro calligrafo che, con la pacatezza necessaria per la sua arte fatta a mano, irradia attorno a sé silenzio e fascinazione, una bolla di sapone nella frenesia pre natalizia.

Marco Luca Ferri da Hermès

Ed in una pausa da questo turbinio di lettere, messaggi di affetto o semplicemente auguri natalizi, riesco ad intercettare Marco Lucaferri, rimasto anch’egli sorpreso dall’enorme successo capitolino della sua operazione con il marchio francese:

Sono giorni intensi nelle boutiques di Hermès a Roma. La gente ha fatto la fila per farsi vergare un bigliettino a mano da me. Francesi, cinesi, giapponesi, russi addirittura ne hanno approfittato per farsi le fotografie con me o per girare dei video.

Ferri ed il bigliettino di Hermès

E come mai, secondo lei, tutto questo entusiasmo?

Beh, perché sinceramente penso che a tutti piacerebbe saper scrivere bene ma purtroppo quasi nessuno ha dedicato molto tempo alla propria grafia. Quindi questo “ritorno al passato” è visto come una cosa straordinaria. Alcuni clienti mi hanno detto “Sembra stampato“: in teoria ciò non mi gratifica, perché è tutto fatto a mano, ma in realtà ho capito che è un complimento, nel senso che ogni pezzo appare perfetto come se fosse digitale.

Ferri gotico

Certo, considerando che siamo in un’epoca digitale, l’arte dello scrivere a mano è dimenticata e dunque rara.

Sì. Ma oltre a far scomparire gradualmente la scrittura a mano, il digitale ha dato anche la sensazione a molti di poter fare tutto. Oggi come oggi, con le nuove tecnologie ed i nuovi programmi, tutti possono fare tutto. Il problema è che, nella grafica in generale e nella calligrafia in particolare, il foglio è sempre bianco ma bisogna farci qualcosa, e qualcosa che abbia senso. E per far qualcosa che abbia senso, anche estetico, bisogna conoscere la cromatologia, le proporzioni auree, le caratteristiche compositive dei font e così via.

Ferri e lavorazione con Einstein

Chi sono gli altri clienti?

Tutti coloro che vogliono vergare le proprie partecipazioni, attori ma anche i religiosi, ad esempio, che desiderano che riproduca dei codici, oppure gli ordini notarili. Di recente ho realizzato un Pater Noster e devo dire che sono molto soddisfatto.

Pater Noster by Ferri

Quadro Padre Nostro by Ferri

Dalla Pubblicità all’arte calligrafica, dallo IED all’Art direction: il mondo di Marco LucaFerri fatto di immagini e bellezza, perché “la bellezza salverà il mondo” (Dostoevskij).

Marco Luca Ferri primo piano

 

Eleganza nei tratti, creatività, senso delle proporzioni e cultura del bello. La passione di Marco per tutto ciò che è visual è innata e non è un caso che tutto sia iniziato in una tipografia romana, tra china e compasso.

 

Marco Luca Ferri con sua figlia
Marco Lucaferri con la figlia che apparirà sui grandi schermi con “Poveri ma Ricchi”

Poi, negli anni Ottanta, Marco si diploma come grafico allo IED – Istituto Europeo di Design – a Roma, dove insegnerà per anni, ed inizia il suo percorso professionale ancora a distanza dalla calligrafia, lavorando in diverse agenzie pubblicitarie ed aziende nazionali e multinazionali come IVS Italia S.p.a. in qualità Art Director e responsabile comunicazione, creando nuovi brand e pubblicità.

Logo Ferri

 

Poi, nel 2010, Marco viene folgorato dal colpo di fulmine dell’arte della calligrafia. Ha frequentato diversi corsi con i migliori professionisti, a Roma ed a Milano, dai quali apprende le tecniche ma soprattutto l’amore per quest’arte, tutt’altro che stantia e relegata a polverose biblioteche e codici:

Ho imparato soprattutto che la calligrafia non finisce mai, nel senso che è così piena di tecniche antiche e materiali diversi tra loro che richiedono uno studio diverso e specifico. Ad esempio, si usa ancora l’inchiostro ferrogallico, lo stesso inchiostro usato da Leonardo Da Vinci nei codici, che è indelebile ed è per questo che ci sono giunti sino ad oggi.

Marco Luca Ferri mentre scrive

Il suo mondo è fatto di strumenti e marchingegni a volte innovativi, altre volte davvero antichi, tutti necessari per continuare con questa perpetua alchimia che rende pensieri in bellezza.

Segnalibri finiti Ferri

Ma di che strumenti è fatto il suo mondo?

Sono tanti: cannucce, colapen, e pen holder per il corsivo inglese, ma utilizzo anche dei pennini di fine ottocento. Sono strumenti semplici. Anche la carta è un elemento importante: è centrale scegliere i supporti con attenzione, sui quali sarà possibile scrivere con le tecniche antiche come quelle che si usano per la calligrafia. Alcuni inchiostri li compongo io, altri li compro, spesso all’estero. Poi subentrano anche delle nuove tecnologie, come l’inchiostro fatto con la polvere d’oro, che mi è appena arrivato dal Giappone, ed è davvero spettacolare.

Sfoglia d'oro Ferri

Ma Marco Lucaferri spazia anche su altri supporti come segnalibri e ceramiche, dipinti, in un cortocircuito di bellezza, abilità, tecniche e gusto estetico, portando la bella grafia in ambiti sempre più d’avanguardia, fondendosi con il design e l’arte visiva:

Ho cercato di trovare altre tecniche ancora più antiche, come la foglia d’oro, i capolettera ad acquerello che si trovano nei codici antichi e molte altre saranno ancora da provare: come ho detto, nella calligrafia non si finisce mai di studiare!

Piatto Ferri Piatto Ferri 2 Love Ferri Love Ferri Lavorazione

Quadri Ferri

Buon Compleanno Ferri

Le mani, la mente, il cuore di un calligrafo

In un mondo fatto di bit, di digitale, di tastiere e di mani che scrivono, condividono, forse tutto troppo velocemente, la lentezza che il foglio di carta e la necessaria cura di ogni singola lettera impongono calma, un rallentamento, una lentezza oggi divenuta vero lusso, specialmente se coniugata alla creatività. Perché sì, l’analogico è sempre più bello ed emozionante del digitale. Ed anche la pubblicità se ne sta accorgendo: sempre più diffusi sono loghi e scritte secondo i dettami dell’arte calligrafica.

Italo Calvino by Ferri

È quasi impossibile realizzare una qualsiasi cosa in meno di un’ora. La calligrafia impone calma. In realtà, per me la calligrafia è anche una terapia perché ti costringe alla concentrazione: con la calligrafia non puoi sbagliare, non puoi correggere, non puoi tornare indietro come con il computer e devi decidere sin da subito cosa fare. Diventa tutto un rituale, anche la scelta del pennino, la legatura da fare, la scelta dell’inchiostro, lo spessore della carta e così via. Quando lavoro amo ascoltare la musica classica: Mozart, Beethoven, Mendelssohn, lo stile New Age.

partecipazione Ferri

Ce lo immaginiamo così, davanti ad un foglio bianco in attesa di accogliere l’inchiostro e la bellezza delle lettere, delle parole, degli svolazzi. Ma nulla è lasciato al caso:

Anche se può sembrare tutto molto “istantaneo”, ogni singolo svolazzo è calcolato. Ci vogliono senso delle proporzioni ed un progetto grafico ben preciso. Quando poi l’occhio dice che è tutto equilibrato e soppesato, allora capisco che la composizione è terminata. Ma prima di ciò, mai fermarsi nella calligrafia.

calligrafia gotico Ferri

Qual è il rapporto tra grafica, calligrafia e manualità?

Innanzitutto, chi decide di intraprendere un percorso nel campo della grafica, a mio avviso, dovrebbe passare anche attraverso una breve esperienza di calligrafia. La manualità è sicuramente importante ma, ancor di più di tutto, la calligrafia ti insegna la costruzione geometrica che c’è dietro ad una singola lettera. La calligrafia è la mamma della grafica. Ed andrebbe recuperata.

Costruzione di un logo Ferri

E proprio per il recupero, Marco Lucaferri organizza dei corsi di calligrafia presso l’Antica Cartotecnica di Roma durante i quali quest’arte viene avvicinata a coloro che ne subiscono il fascino, consapevolmente o meno.

Rilievo con ceralacca

In questo mondo fatto di studio, di geometrie e di proporzioni, quali sono le sue lettere preferite?

Io amo il corsivo inglese: è molto gentile e pieno di possibili svolazzi e legature particolari. È molto armonioso: la differenza tra i tratti sottili ed i tratti spessi ingentilisce ed impreziosisce questo font che con la calligrafia raggiunge la sua massima espressione.

Ferri in blu

Ma lei, ha una bella grafia anche quando scrive la lista della spesa?

Beh, sì. Diciamo che quando scrivo normalmente, mi dicono di avere una bella grafia. Io non credo anche se obiettivamente non scrivo male. Il problema è anche che le persone, e soprattutto i giovani con gli smartphone, ormai hanno dimenticato come si scrive ed io ho sempre ritenuto che la calligrafia sia un sintomo di rispetto e di educazione nei confronti degli altri.

Caro amico ti scrivo Ferri

Già. Un tempo, i nonni avevano tutti una grafia da invidia. Pagine e paginette di “a”, di “b” e così via che non servivano solamente ad imparare a scrivere. Servivano ad approcciarsi al mondo, a sviluppare un’oculomanualità, una motilità fine che serve per tutti i gesti che compiamo, ogni giorno, e che le tastiere di oggi, così come molti metodi educativi à la page, stanno cancellando e così facendo, molti “grandi”, nell’epoca del digitale, si trovano in imbarazzo con una penna in mano, dimenticando il piacere di ragionare e di scrivere più lentamente (e forse per questo meglio).

Buon Natale Hermès di Marco Lucaferri

Non semplice anacronismo, bensì tradizione calligrafica reinterpretata per le attuali esigenze estetiche. Senso estetico, delle proporzioni, raffinatezza ed eleganza innati, affondati nella carta, seguendo il filo del ragionamento estetico e della bella scrittura, impreziosendo un “semplice” foglio anche con una singola lettera. La cura della forma che rende ancora più bella la sostanza ed i significati, arricchendola di emozioni. Come è ricca l’emozione di leggere italiancrafting.com vergata da un artigiano delle parole (GRAZIE!). Perché Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista” (San Francesco d’Assisi).