Un’artista tessile: Gloria Campriani. Le sue trame, le sue storie.

In Arte, moda, tessuti

ha scelto il filo per intrecciare trame e racconti attraverso le sue installazioni artistiche. dalla bottega artigiana dei suoi genitori ad esperienze nella moda con versace e scervino sino alla fiber art: è gloria campriani, una matassa di creatività pura.


Il filo è qualcosa che lega, che crea un intreccio di una storia, un collegamento. È questo il filo del discorso che ha legato l’intervista con Gloria. È un filo logico che aiuta ad interpretare le sue opere. Ed è sempre il filo che la rincorre da bambina, quando giocava con i fili della bottega artigianale dei genitori, giocando con rocchetti e gomitoli non sapendo che, dopo svariati anni, sarebbero diventati i suoi pennelli ed il suo alfabeto artistico.

Dettagli di mani di Gloria Campriani

Siamo a Certaldo, un meraviglioso borgo fuori Firenze. Il borgo di Boccaccio. Qui opera Gloria Campriani, fiber artist che si affida al filo ed alle sue mani per raccontare storie, creando opere d’arte contemporanea, istallazioni apprezzate anche da aziende come Audi o Piaggio.

Gloria Campriani a Pontedera

Con molto coraggio, dodici anni fa lascia la moda per percorrere la sua vera strada, prima relegata solo al tempo libero. Ma andiamo per ordine.

La vita di Gloria è empre stata ingarbugliata nei fili: da piccola si divertiva a giocare con i fili nel laboratorio tessile dei genitori, artigiani del tessuto. I fili, i gomitoli, il piacere di far scorrere la trama tra le mani ha tessuto la sua sensibilità artistica. Ci spiega Gloria:

Ho scelto di utilizzare il  filo come uno degli strumenti principali del mio percorso artistico. La familiarità con questo materiale, infatti, ha facilitato le mie capacità espressive.

Poi, l’incontro con la moda. Ma non con la moda dei disegni, dello showbiz, delle luci, ma quella più genuina e lenta dei tessuti.

Lavoravo a metà strada tra la rete vendita ed i tessuti per cui ho sempre avuto a che fare con i fili. Sono entrata in contatto con designer del calibro di Versace, Ermanno Daelli e Toni Scervino.

Gloria Campriani attività didattica

Poi, l’arte. Quella coltivata nei ritagli di tempo, nei weekend, nei viaggi. E così Gloria sceglie di diventare un’artista tout cour.

Da sempre ho avuto una vena artistica. Ho studiato tanto, viaggiato tanto, visto tanti musei. E con coraggio, dodici anni fa ho deciso di vivere della mia passione.

Opera di Gloria Campriani

Ma i fili che si erano annodati attorno alla creatività di Gloria non l’abbandonano mai e così si avvicina alla Fiber Art, che sfrutta proprio il potere dei fili (non solo di tessuto, ma anche di ferro) per creare forme ed intrecci realizzati con le mani o con gli strumenti, come uncinetti, ferri e così via.

L’opera di Gloria dunque è molto vicina all’artigianato artistico. Eppure non la si può considerare un’artigiana dell’arte.

L’arte è diversa dall’artigianato perché l’artigianato sviluppa una ricerca prevalentemente tecnica. Con l’arte, invece, io parto da concetti per raccontarli. È tutto molto concettuale, in effetti. Le forme ed i colori servono per raccontare una storia.

Ingessati di Gloria Campriani

Eppure, arte / fiber art e moda sono legate da un filo strettissimo. Non è un caso che lo scorso maggio si sia tenuta la mostra “Ricamare la moda” che l’ha vista protagonista della sessione “Abito e società”, tutta basata sulla liaison che lega tramatessuto sociale.

Opera di Gloria Campriani

Ma allora, qual è questo rapporto tra arte e moda secondo un’artista del filo?

L’arte e, più in particolare, la fiber art, è una grande fucina creativa, una piazza di sperimentazione per la moda. La moda succhia molto dall’arte tessile, dalle sue innovazioni nelle trame e anche nelle tecniche. È il fine che cambia.

Quindi moda ed arte tessile non possono non andare a braccetto.

Certo. Pensiamo a stilisti come Jean Paul Gaultier. Lui rende commerciale delle idee creative. Ovviamente, per far questo, deve essere sempre in contatto con la realtà, con il suo pubblico. Ma la creatività è basilare. Poi, ora molte aziende stanno investendo nella sponsorizzazione delle arti. Penso ad esempio al trend di Patrizia Pepe nelle sue ultime pubblicità, dove è la danza contemporanea ad essere la protagonista. La danza, si sa, è anche più immediata e semplice.

Ruota di Gloria Campriani

La sua prossima personale sarà “Indossa il mio abito mentale, viaggio empatico”, presso il Centro Visite Borghetto, loc. Bagnolo, a Montemurlo, in provincia di Prato.

E così Gloria Campriani continua a tessere, sospesa sul filo della creatività e dei suoi discorsi, dei suoi colori e dei suoi riferimenti continui al tessuto sociale, alla trama dei racconti.

e pensare che tutto è nato dai fili e dalle rocchetti di una bottega artigianale.

Non vi è verità universale nell’arte. in arte sono veri anche i contrari delle verità (Oscar Wilde).